maggio 23, 2018 amministro

17. UN GIRO AL ROSTI BAR
quando si pettinano le streghe

«Sono pazzi?»

Il fatto è che oggi tutti, fuggitivi e inseguitori, stanno andando sparati, con medie vicine ai 50 km/h. Da Riva del Garda a Iseo sono 155 km di valli bresciane, Val di Ledro, Val Sabbia, Val Trompia e Val Camonica, con un “Tour di Franciacorta nel finale.

«Sentono l’aria di casa.» dice il Gino.

A 100km dall’arrivo in fuga c’è Marco Frapporti dell’Androni, nativo della Val Sabbia. Non lontano il compagno di squadra Mattia Cattaneo, della Val Seriana. E i veci si mettono a parlare di bresciani e bergamaschi al Giro, e mi suona il telefono, è lei, esco, guardo il suo nome che lampeggia, decido di non rispondere, e quando rientro Berlinguer sta dicendo: «e di dove era il Tone, che è stato il primo bergamasco a vincere il Giro?»

«Il Tone?» chiedo, ma Berlinguer mi liquida: «Il Tone te lo dico dopo».

Siamo a 60 km, e nei 5 del gruppetto di testa c’è Torres, in maglia Rosti. Nella discesa da Polaveno al lago d’Iseo vanno più forte delle moto. Inizia il “tour di Franciacorta”.

Al traguardo volante a 35 km  davanti sono in 4, con 1 minuto e poco più sul gruppo. E nel gruppo c’è chi come Viviani cambia la bici in previsione dello sprint.

«Oggi è l’ultima occasione per i velocisti.» Il cielo si rannuvola. Ultimo giro. Un direttore sportivo, intervistato al volo, dice: «Non facciamo prognosi.»

«Ma il Tone?» chiedo. «Il Tone chi?» mi guarda Berlinguer.

«Il Tone che ha vinto un Giro d’Italia!» dico. Mi prendeva per i fondelli?

«Ah, il Tone! Il Tone è il Pesenti Antonio, il muratore di Zogno gregario di Binda, ma nel 1932 ha vinto lui. Poi ha aperto un negozio di bici in centro a Bergamo, che c’è ancora, e vende abbigliamento Rosti, se non sbaglio.»

Mancano 15 km all’arrivo, comincia a piovere, serve la mantellina. A 11 km smette di piovere e i fuggitivi sono ripresi. A 10 km piove col sole. Sul traguardo intanto diluvia.

Gesink e Brambilla scattano, con loro Benedetti. Arrivano anche Henao e Stybar, che parte a 6km. A 4km ci prova l’olandese Lammertink, guadagna 8 secondi. A 3km è riassorbito. Come Fantozzi, si corre a farsi riprendere dalla nuvola. Gruppo compatto. Yates è lì. A 2km  piove, strada bagnata. A 1km esce il sole.

Volata lunghissima tra Van Poppel, Bonifazio, Bennet e Viviani, che vince. Un poker di tappe per lui a questo Giro. Sesto Sbaragli, nono il nostro Vendrame. Yates sempre in rosa.

Panoramica finale dall’elicottero sulle colline, i castelli e i vigneti della Franciacorta.

Il Gino: «E comunque il bollicine è meglio dello champagne.»

La Mery, acida: «Certo, e Rovato è meglio di Parigi».

Sullo schermo adesso stanno facendo rivedere la volata sotto la pioggia e con il sole.

Il Gino, con l’occhio malandrino: «Ti sei proprio pettinata bene oggi, Mery.»

E si mettono a ridere. Berlinguer impietosito mi spiega e traduce un detto bergamasco: quando si pettinano le streghe, piove con il sole.

(18 – continua)