maggio 24, 2018 amministro

18. UN GIRO AL ROSTI BAR
Rosti in fuga per il podio

«Da Abbiategrasso a perdete peso.»

Si presenta così al Rosti Bar il “Ganassì” (Berlinguer: “un piccolo ganassa”), in tenuta da corsa verde fosforescente, con il logo fuxia della “A.A.A. – Amatori Autoctoni Associati” sulla pettorina. Una specie di grillo parlante,  piccolo e magro, tutto nervi. Somiglia stranamente a uno Yates invecchiato. Non ha lasciato fuori la bici. L’ha portata dentro.

«E allora? Cosa succede oggi, ragazzi?» (a parte me, i “ragazzi” sono tra i 70 e gli 80).

Da Abbiategrasso a Prato Nevoso sono quasi 200km di pianura, passando per Vigevano, Asti, Alba, Mondovì: e poi 15Km finali di scalata a Prato Nevoso.

Dall’inizio del Giro vediamo fughe di uomini Androni in maglia Rosti sempre riprese. Oggi ci sono Cattaneo e Ballerini in un drappello di 12 fuggitivi, con 12 minuti sul gruppo a 80 km dall’arrivo, che diventano 14 a 60km.

«Sarà la volta buona?» si chiede Berlinguer.

«Ovvio ragazzi, oggi Rosti arriva in fondo, sono mica passato per niente!»

La Mery sorride. «Cosa bevi Ganassì?»

E lui: «ma il Rosti Bar è anche rosticceria, o è solo una diceria? Perché sono sotto di 7-800 calorie, mi ci vorrebbe una bella botta di energia. E tu chi sei?», e mi guarda.

Risponde la Mery: «Lascialo stare, la morosa l’ha mollato.»

«Guarda fratello» mi dice «io per una donna sono finito nell’eroina, e se ci sono uscito a chi devo dire grazie?». Non ne ho idea, ma il Ganassì indica la sua bici: «Cento km al giorno, e ti togli la passera di torno.»

«Sai che hai ragione Ganassì» dice il Gino.

«Ma certo, prima di tutto ti riduci così sderenato che non riusciresti neanche…»

«Sto parlando della fuga, non della …».

Alla breve salita del GPM di Novello scatta la maglia nera Fonzi (4h da Yates!) davanti al nostro Ballerini, che poi vince il Traguardo Volante di Mondovì.

A 20Km dall’arrivo i 12 in fuga hanno ormai 15 minuti sul gruppo. Van Poppel prova ad  andarsene da solo. A 15 km inizia la salita finale ai 1600 mt. di Prato Nevoso, e comincia la gara nella gara tra i 12 in fuga, con Van Poppel davanti agli altri di 30 secondi.

A 12km finisce il tentativo di Van Poppel, che resta indietro. A 10km la pendenza frammenta il drappello. Davanti restano: Cattaneo, Schachmann, Kuznetsov, Marcato, Plaza, Pfingsten e Markov. A 7km parte Cattaneo, con i 2 tedeschi Schachmann e Pfingsten.

«Vai Mattia!» prega il Marelli.

Mattia Cattaneo, scalatore bergamasco in maglia Rosti, è il nostro uomo. A 4km Plaza raggiunge i tre al comando. Cattaneo è sempre lì. A 2km l’unico a stargli dietro è Schachmann, e tra i due iniziano le classiche manovre da duellanti, si annusano, si sfiorano, si guardano. Ci prova Mattia, ma il tedesco non molla. Ultimo km, ultimi due tornanti, e lo spagnolo Plaza raggiunge i due battistrada. Scatta il tedesco, 500 metri, Plaza alla ruota, Mattia terzo. Eravamo così convinti che quasi la delusione ci toglie la soddisfazione per il podio.

«Sei stato bravo Mattia» dice il Gino.

«Bastava dirmelo» dice il Ganassì «che volevate la tappa, io ho chiesto il podio»

La Mery: «Ti aspettiamo domani, Ganassì»

(19 – continua)