maggio 26, 2018 amministro

20. UN GIRO AL ROSTI BAR
a Cervinia c’è Nieve!

«Però che culo hai avuto» mi dice il Ganassì «il primo Giro che vedi in vita tua, ed è un Giro memorabile.» Il Ganassì mi ha preso in simpatia.

Oggi Susa-Cervinia, 214 km. Dopo l’impresa di ieri Froome deve difendere quei 40 secondi di vantaggio che ha sul secondo in classifica generale. Berlinguer: «Ma Dumoulin ci deve provare nella rampa finale.»

A 30 km dall’arrivo, al GPM del colle di San Pantaleon, in testa c’è lo spagnolo Nieve, dietro di lui qualche inseguitore, e il gruppo maglia rosa a oltre 7 minuti, mentre Pinot è a 20 minuti.

Il Gino: «Mai visto tanta gente piombare in crisi così profonde»

Berlinguer: «Aru a Sappada, ieri Yates, oggi Pinot.»

Il Ganassì: «senza contare la tua, di crisi, fratello.» Non avendo fratelli, ho sempre amato i fattoni o i punk-abbestia che mi chiamano fratello (contento che non lo siano davvero).

Adesso mi guarda serio. Sottovoce, senza farsi sentire dai miei veci, con fare cospiratorio, mi rivela: «Per la tua crisi, però, il ciclismo non ti serve a niente.» Lo guardo: «No?»

Scuote la testa. «No, per capire le donne devi capire il cinema.» Chiedo: «Il cinema?»

«Il cinema! Perché le donne si fanno un film, capisci? Hanno già in testa tutto, l’inizio, lo sviluppo, le scene madri, il finale. Tu non puoi farci niente. O stai nel film, e sei fuori.»

Interessante. La teoria cinematografica dell’amore. Ne parliamo con la Mery, mentre sullo schermo Nieve allunga nella discesa da San Pantaleon.

«Si, via col vento» dice la Mery.

E io, pensando di dire una cosa intelligente: «Domani è un’altra tappa, e si vedrà».

«Non hai capito niente, al solito» mi bacchetta il Gino «domani è solo passerella.»

Mi spiegano che la tappa di domani a Roma è solo una sfilata.

«Ma se uno va in fuga e vince?» «Sarebbe la sua ultima gara.»

A 15km dal traguardo Nieve inizia la scalata a Cervinia, gruppo a 9 minuti, mentre il gruppo Rosti Bar discute sulla solitudine di Dumoulin, che ieri ha dovuto lottare da solo, niente squadra intorno, niente collaborazione dai compagni d’inseguimento. Ma la spiegazione che più mi convince la dà la Mery: «Perché è un bel ragazzo» dice «mentre gli altri sono tutti dei rospi, e allora non solidarizzano con lui. Normale.»

6 km all’arrivo per Nieve, e intanto Dumoulin ci prova una, due, tre volte. Ma Froome lo marca stretto senza sforzo. Niente da fare. Poi Dumolin resta indietro, sembra scoppiato, ma ancora una volta riesce a riprendere il gruppo maglia rosa. Intanto Nieve arriva in solitaria sul traguardo di Cervinia. Come sempre Lopez e Carapaz, dopo aver corso al risparmio, si fanno belli sul finale, e scattano per contendersi il podio, con Dumoulin che guida la locomotiva perriprenderli, ma è Froome a superarli sul traguardo.

Froome campione, a Dumoulin l’onore delle armi. Bello.

«Ma anche il ciclismo è cinema!» esclamo. Il Ganassì: «Si, ma le donne non c’entrano.»

Il Gino intanto è commosso per Nieve, che da gregario è andato a vincere alla grande la tappa di Cervinia. I telecronisti stanno dicendo che è anche il suo compleanno, e la prima vittoria spagnola a questo giro. «Ma se è basco!» contesta Berlinguer.

«Sapete cosa vi dico, ragazzi?» conclude il Ganassì, mentre le immagini mostrano il Cervino imbiancato. Adesso dirà la sua scemenza.

E infatti dice: «A Cervinia c’è Nieve!»

(21 – penultima puntata)