L’ottava spilla di Vendrame

person Pubblicato da: Leone Belotti list In: Blog Ultimo aggiornamento: comment Commento: 0 favorite Visualizzazioni: 471

1 – lo scoop

Il Rosti Bar stasera apre con uno scoop: Andrea Vendrame, il corridore italiano della AG2R Citroen, ha un pulsante segreto. Una micro-mega tecnologia nascosta in una delle spillette che fissano il numero di gara alla maglia. Lo ha confessato lui stesso parlando con noi al Rosti Bar. Per la precisione si tratta dell’ottava spilla che fissa il numero applicato sul dorsale sinistro, l’ultimo a essere indossato nella procedura di partenza, l’ultima spilla che Vendrame si mette. Se osservi bene, a differenza di tutte le altre, è nera. 

Cosa nasconde questa spilletta nera? A cosa serve? Perché Vendrame ha bisogno di una misteriosa spilletta nera?

Lo scoprirai solo leggendo.

2 - il Joker

«Perché sono una testa matta» dice Vendrame.

Nell’ambiente lo chiamano il Joker. Andrea Vendrame è l’atipico corridore impronosticabile, non sai mai cosa farà, ogni gara potrebbe vincere o ritirarsi. 

«Posso attaccare a 30 km dall’arrivo oppure aspettare la volata, dipende da come mi gira». 

In realtà Vendrame è imprevedibile perché non è classificabile, nemmeno il suo agente sa dire che tipo di ciclista è. A seconda delle giornate, può essere scalatore, passista, finisseur, velocista. 

«In gara non so nemmeno io cosa deciderò tra cinque minuti». 

Con questa configurazione, Vendrame stava già vincendo una tappa del Giro d’Italia quando ancora vestiva la maglia Androni. Ma poi qualcuno più imprevedibile di lui, la Dea bendata, gli ha fatto scendere la catena. Non una, due volte. Appuntamento rimandato. 

3 - metterci la faccia

Vendrame è abituato a metterci la faccia. La sua storia lo dice. 

«Da dilettante i primi due anni sono stati abbastanza soft, avevo anche la scuola. Il 2015 in Zalf ha cambiato tutto, comincio a vincere, è l’inizio della mia carriera. E poi arriviamo al 2016, all’incidente... »

Una giornata d’allenamento sulle strade di casa. Un’auto che gli taglia la strada. Sfonda con la testa il finestrino. Mille schegge di vetro in faccia, molte operazioni, molte cicatrici. Un calvario. Ma non si arrende.

«In bici sono rivoluzionario, per questo sono andato a correre in Francia, dove se ne intendono di rivoluzioni...» 

Così, dopo tre anni in Androni, nel 2019 decide di passare alla AG2R. Sempre vestendo maglie Rosti, si ritrova in un team World Tour. Tra le squadre francesi in attività, la più longeva.

«Certo, se mi impongono dei compiti, li svolgo... ma poi tutto dipende da come mi sento... magari prima della partenza non sto bene, poi da un momento all’altro cambia tutto, e allora non si sa cosa può succedere...» 

E invece succede che, ancora più imprevedibile di qualsiasi imprevisto, arriva il covid. 

4 – usare la testa

Dopo l’incidente, dopo la vittoria sfuggita per la catena, dopo la pandemia, Vendrame è pronto a rilanciare la sua sfida. Ma il credito accumulato con la sfortuna non è ancora finito. Nel 2020, sempre in allenamento, si prende un pugno in faccia da un bike-hater, un odiatore di ciclisti, quella sotto-categoria di automobilisti con problemi che comprende almeno il 10% della gente al volante, il 10% dei quali non si limita a odiarti, ma rischia di ammazzarti superandoti con rabbia, facendoti il pelo. E un 10% di questi, dopo averti superato, ti guarda nello specchietto per vedere se per effetto della scarica di adrenalina-paura hai una qualche reazione automatica di stizza, di gesto o di voce: e a quel punto inchioda, scende e ti si fa incontro per abbatterti con un pugno in faccia, come in un videogioco combat. Sono i più pericolosi. Se fai i conti, su mille auto ne incontri uno. Quello che succede a Vendrame, che si prende un pugno in faccia da un automobilista di quel genere pare incredibile, ma chi va in bici sa che storie di questo genere sono più frequenti di quel che si crede. 

Bisogna usare a testa, non reagire, restare lucido, avere  la freddezza e la prontezza di prendergli la targa. E poi metterci la faccia denunciando l’aggressore, senza paura. Opporre la civiltà alla barbarie, ecco la lezione Vendrame. Usare la testa. E se lo fa una testa matta come Vendrame, puoi farlo anche tu.

5 – Bagno di Romagna

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E finalmente l’anno scorso il trionfo nella super tappa del Giro d’Italia di Bagno di Romagna.

«Certo, l’immagine che dice tutto è quella dell’arrivo con le mani la cielo, quando libero tutto con un urlo... ma se devo dire il momento decisivo della corsa, allora penso all’ultima salita, il passo del Carnaio, quando ho attaccato per fare vedere che quel giorno stavo bene e volevo vincere».

Nell’occasione Vendrame sfoggia tutto il suo campionario, fuga, scalata, discesa, duello in volata. E oggi ci rivela qualcosa che non ci aspettiamo. 

«La sera prima sono stato sveglio fino a  tardi con il coach, lui conosceva bene la tappa, l’abbiamo preparata in ogni particolare. Oggi i corridori sfruttano il fattore forza, ma io dico che il 95% della forza viene dalla forza mentale». 

Una testa matta ha il coach? Un mental coach? In effetti non sembra una cattiva idea.

«Il coach fa parte del mio staff, con l’approvazione della squadra. Avevo bisogno di una figura estranea al team, anche per questioni di lingua, una persona con cui potermi anche sfogare, in grado di darmi soluzioni su ogni punto» 

6 – avere rispetto

Oggi Vendrame è una figura non qualsiasi, un personaggio significativo: una testa matta, che si spacca la faccia e non si arrende, viene aggredito e usa la testa, cade e si rialza, vince e si mette a disposizione per battaglie civili sulla sicurezza e il rispetto per i ciclisti. 

«Strano che un paese come l’Italia non si adegui a comportamenti civili diffusi altrove, come in Spagna, dove non ti sorpassano, stanno dietro anche mezz’ora tranquilli...» 

«Le prime volte mi stupivo, mi veniva da spostarmi se sentivo una macchina dietro... perché se ti passano a 30 cm come fanno da noi sono multe salate... » 

«Da noi ci sono iniziative dell’associazione corridori, come quella dei cartelli che invitano al distanziamento, ma poi se non diventano normative severe e sanzionabili, restano suggerimenti che la gente ignora...» 

E allora cosa si può fare Andrea? Cosa hai in mente?

«Il covid ci ha fermati, ma le idee ci sono...  il problema è che devi essere supportato da qualcuno di grosso, per fare un’azione d’impatto a livello di media globali.. l’idea era quella di uno spot con gente di Formula Uno, Lecrec e Bottas sono disponibili, Bottas ha una compagna che corre in un team professionistico, sarebbe fantastico, bici e macchine, sarebbe la cosa giusta» 

Si, sarebbe davvero la cosa giusta. Bisogna parlare agli automobilisti in modo nuovo, forte. Chissà cosa ne pensa la Citröen?

7 – metterci l’anima

Andrea Vendrame ci piace per tanti motivi, come corridore e come uomo. Che vinca o che perda, è uno che ci mette la faccia, il cuore, la testa, le gambe, il fegato e anche l’anima. 

Da bambino pedalava in cortile con una biciclettina, e il postino gli diceva che sarebbe diventato un campione. Quando più grandicello si presenta all’associazione sportiva del suo paese per essere svezzato, scopre di conoscere già l’allenatore: è il postino!

Gli chiediamo se ha una foto di quegli anni, quando girava in cortile, ci piacerebbe pubblicarla.

«Ce l’ho da qualche parte, ma non digitalizzata, devo cercare, appena la trovo ve la mando».

L’anima è il legame con la tua storia, le tue origini. Questo lo capisci quando dice che la cosa più bella è pedalare tra le colline della sua terra, in mezzo ai vigneti del prosecco.

Ma uno nato respirando prosecco, che corre per una squadra francese... Gli chiediamo: hai mai avuto il coraggio di far provare il prosecco a chi beve champagne? Come è andata?

«Quando ho vinto la tappa al Giro, ho detto: questa sera si beve prosecco! Mi hanno guardato terrorizzati, ma alla fine erano tutti contenti».

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8 – l’ottava spilla

«Vale più una vittoria di dieci piazzamenti».

Pensando alla stagione che sta per iniziare, gli chiediamo se c’è una corsa che sogna di vincere.

«Fin da piccolo mi ha ispirato la Amstel Gold Race. E da italiano mi stuzzica la Sanremo, in due edizioni sono arrivato lì, nei primi 20...» 

E allora come funziona questo pulsante segreto, questa spilletta nera?

Ride. Parla di scaramanzia. Ma noi sappiamo che in quella spilletta c’è molto di più. C’è il contatto per accendere il controllo mentale, la forza che viene dalla psiche, dalla tua storia, dalle tue ferite e da come le hai superate.

Il vetro in faccia, il pugno in faccia, la coltellata nel cuore quando stai per vincere e ti cade la catena...

Cicatrici in faccia, nell’anima, nel cuore. 

Il segreto, la magia del Joker è questa: se hai il coraggio di girare la carta, nelle le tue ferite puoi trovare i tuoi superpoteri. E i segni che ti lasciano le ferite, dentro e fuori, diventano il tuo codice di forza personale, il tuo vero punto di forza. La scintilla che in certe gare, in certe condizioni, può renderti imbattibile e farti vincere le gare. 

Ecco la tecnologia della spilletta nera. Il vero segreto. 

Potenziare l’anima.



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