TRAMBAI - ROSTI CRITERIUM

person Pubblicato da: Leone Belotti Calepiopress® list In: Rosti Criterium Sopra: comment Commento: 0 favorite Visite: 229

Monsignor Pierre Daniel Huet, vescovo di Avranches (Normandia), era considerato l’uomo più colto del suo tempo. Filosofo, storico, teologo, matematico, chimico, scriveva in francese, latino e arabo. 

Nel suo “Trattato filosofico sulla debolezza dello spirito umano”, tradotto e pubblicato a Venezia nel 1757, a un certo punto il nostro vescovo disserta sulle tre specie di Criterium necessario per sostenere  la debolezza dello spirito umano quando ci si mette alla prova nella ricerca della verità: il criterium del quale, il criterium col quale e il criterium secondo il quale sono: l’uomo, l’intelletto, la ricerca della verità.

Per noi il criterium del quale è il concorrente, il criterium col quale è la bicicletta, il criterium secondo il quale è la competizione.

Una corsa criterium è esattamente una prova di forza per combattere la debolezza dello spirito umano.

Il parere del filosofo contemporaneo (prof. S. Blazer) sulle corse Criterium:

“Se vogliamo mantenere la nostra umanità dobbiamo tenere vivi i nostri istinti e il modo più civile per farlo è il gioco in senso lato (lo sport, lo spettacolo, l’arte, l’amore) sublimando o rappresentando o comunque scaricando e ricaricando il lato ferino, primitivo, di sopravvivenza, di primato, di primate; in alternativa l’uomo super razionale  che non gioca mai, e soffre sempre, o mai, ed è capace di scelte mostruose, razionali, ma mostruose”.  

“Gli sport ufficiali in certi momenti storici svolgono quasi la funzione opposta, di oppio dei popoli, per addormentare la massa, con atleti che non sono umani, ma macchine. Le gare criterium sono uomini veri, che mostrano il lato ferino dell’animale uomo.

Le gare criterium sono un mondo parallelo, alternativo, con uno spirito competitivo in purezza, un orgasmo d’energia, una dissipazione gratuita, gloriosa, senza fini secondi di profitto o carriera”.

“Anche il lato esteriore di questo giocare, lo stile, il mezzo, la tenuta, il look, anche quando “riprodotti”, hanno un senso di autenticità ancora più pregnante: come disse Arthur Miller, parlando della sua futura moglie Marilyn Monroe: “le vere bionde sono le bionde tinte”. Perché vogliono essere bionde, fortissimamente. E quindi i concorrenti delle criterium, quale che sia la loro ispirazione, il loro spirito guida o la loro “tinta”, sono la base del ciclismo radicale.

Ritrovare il criterio. Provare sensazioni di eccitazione, paura, adrenalina, lotta. Queste cose ti rimettono a criterio il sistema ghiandolare i chakra gli organi il temperamento l’indole.

Puoi tornare nella società, nel mondo, anche nel tuo mondo”.  

6 Crespi d’Adda criterium

Crespi d’Adda è un sito Unesco, un luogo fuori dal tempo, un villaggio operaio di fine Ottocento rimasto così com’era, un mondo a sé, in un paesaggio speciale, alla confluenza di Brembo e Adda, una specie di isola, la punta dell’Isola bergamasca.

Un “walled garden”, o un villaggio del lavoro nato da un’utopia, la comunità operaia. Qui c’era la fabbrica, le case operaie, le case degli impiegati e dei dirigenti, le scuole, la chiesa, il cimitero, il campo sportivo, gli orti, l’asilo e il velodromo. 

Il velodromo era chiamato La Pista, un anello di cemento intorno al campo sportivo, utilizzato per corse ciclistiche di velocità o da traguardo per gare in linea, come “Il Giro della Bergamasca”. Oggi La Pista non esiste più, ma resta il nome a indicare l’area del centro sportivo.

Abbiamo una testimonianza del 1925 di un’operaia in occasione della visita a Crespi del Principe Umberto di Savoia: “Che bell’uomo! È rimasto tra noi un’intera giornata e in suo onore sono state organizzate delle gare ciclistiche al velodromo!” 

Nel 1927 La Pista fu tappa del Giro della Bergamasca 

Tra l’immagine dei corridori in Pista 1927 e l’immagini di una gara Criterium 2017 ci sono 90 anni: ma non si direbbe. Le gare Criterium hanno lo spirito delle origini. Spirito di gara e di sacrificio. 

Così abbiamo cominciato a pensare a Crespi quale scenario ideale per una nostra Criterium. Girando per il villaggio si nota ovunque il logo di Crespi, riportato sugli edifici: una stella a 8 punte, composta da due quadrati con un cerchio al centro. rRappresenta la geometria, l’equilibrio dinamico, è un antico simbolo massonico, ma indica anche la Stella Polare. 

Da questo logo, unitamente a quello dell’Unesco, trasformando il cerchio in un corona da bici, nasce il logo della nostra Criterium. 

Il nome Trambai invece viene dal dialetto. Il Trambai, o tranvai, era il trenino-merci che arrivava nel villaggio per il carico e lo scarico di materie prime e prodotti finiti. Per estensione  il Trambai è il rumore delle macchine, del lavoro industriale, e andare al Trambai significava andare a Crespi, andare a lavorare: così era chiamato il villaggio, il cui cuore lavorativo era costituito da macchine assordanti e in continuo movimento. 

La Rosti Criterium Trambai si svolgerà in Primavera, su un percorso ricavato all’interno del villaggio. Con noi ci saranno gli amici Balander’s e le loro birre. 

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